Guida all'acquisto

Sportive (o quasi) sotto i 10.000 euro

Ventidue auto usate, dal 2000 in poi, che si trovano davvero con diecimila euro. Per ognuna, la versione da cercare e quello che c'è da sapere prima di andarla a vedere.

Mosaico di sei auto della guida: Alfa Romeo GTV, Mazda MX-5, Mazda RX-8, Volkswagen Scirocco, Ford Focus ST e Audi TT

Diecimila euro. Dal concessionario, oggi, ci si paga a malapena un anticipo. Sull'usato, invece, sono una cifra con cui ci si può togliere più di una soddisfazione: una spider per la bella stagione, una coupé da domenica mattina, una compatta che fa ancora il rumore giusto.

Questa guida nasce così: aprendo gli annunci e chiedendosi cosa si porta a casa davvero, oggi, con quel budget. Non cosa si portava a casa cinque anni fa, e nemmeno cosa dicono i listini. La selezione l'ho fatta con qualche regola, per tenere fuori i compromessi e i catorci:

Per ogni auto trovate la versione da cercare, cioè quella che oggi sta davvero sotto i 10.000 euro, e quello che c'è da sapere prima di andarla a vedere. Le versioni più potenti o più rare, quando sono fuori budget, le cito lo stesso: ci torneremo.

Qualcuna porta il bollino La scelta di chi guida: sono quelle su cui, potendo, ci metterei i miei soldi.

I prezzi si riferiscono agli annunci di ottobre 2026. Su alcune auto si stanno già muovendo, e ve lo dico.

Audi TT prima e seconda serie (8N, fino al 2006 · 8J, 2006-2014)

La scelta di chi guida: la seconda serie

Audi TT Roadster prima serie nera, vista di tre quarti posteriore
Foto: Lothar Spurzem, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0 de

1ª serie, cerca 1.8T 20V da 180 o 225 CV quattro

È ancora oggi uno dei disegni più belli degli anni 2000. La 1.8T 225 CV quattro con il cambio a sei marce è quella da prendere; la 3.2 aggiunge il suono del VR6 e il DSG, tra i primi in circolazione, ma in Italia siamo oltre budget: ci torneremo. Le prime serie ebbero problemi di stabilità ad alta velocità e Audi rimediò con lo spoiler e l'ESP. Da controllare il display del quadro, che perde i pixel, e la manutenzione della Haldex.

Audi TT seconda serie blu, vista di tre quarti anteriore
Foto: Vauxford, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

2ª serie, cerca 2.0 TFSI 200 CV (211 dal 2010), anche 1.8 TFSI 160 CV

La seconda serie è per me uno dei migliori prodotti Audi: meno iconica, ma invecchiata quasi per nulla, anche dentro. Il 2.0 TFSI è il cuore della generazione GTI di quegli anni e qui spinge una coupé più leggera e più bassa. Sotto i 10k si trova solo con un po' di km: conta più lo storico dei tagliandi della carrozzeria lucida. Sui primi 2.0 TFSI va controllata la punteria della pompa ad alta pressione. Per me, ne vale la pena.

Fiat Barchetta

Fiat Barchetta rossa scoperta, ferma in un piazzale con le colline sullo sfondo
Foto: Lothar Spurzem, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0 de

Cerca 1.8 16V 131 CV, meglio se del restyling 2004

È l'unica vera spider italiana alla portata di tutti. Bisogna però dirlo subito: sotto c'è una Punto, quindi la trazione è anteriore e non va confrontata con l'MX-5. Questa l'ho guidata anni fa: è economica, ha una bella linea e una guida genuina e abbastanza brillante. Bella fuori, meno dentro. Il motore è prodotto vicino casa, a Pratola Serra, e l'auto si guida bene: il merito è dello sterzo e del peso poco sopra la tonnellata.

Mazda MX-5 NB e NC

Mazda MX-5 seconda serie (NB) rossa, vista di tre quarti anteriore
Foto: Elise240SX, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca NB 1.8 140/146 CV (anche 1.6 110 CV) · NC 2.0 160 CV (anche 1.8 126 CV)

Trazione posteriore, peso piuma, cambio a cinque o sei marce che è un riferimento. Ha tutto al posto giusto, è giapponese. La NB ha perso i fari a scomparsa ma è la più pura, la NC è più comoda e più moderna, ed esiste anche con il tetto rigido ripiegabile. Sulla NB il nemico è la ruggine dei sottoporta. Attenzione: a occhio, i prezzi stanno salendo in fretta.

MG TF

La scelta di chi guida

MG TF argento scoperta, vista di tre quarti anteriore
Foto: Vauxford, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 1.8 135 CV o VVC 160 CV (anche 1.6 115 CV)

Questa la dimenticano in molti: ok, non è affidabile, forse non ha la silhouette giusta, ma siamo ampiamente sotto il budget. Ha il motore centrale, e questo da solo basterebbe. È l'evoluzione della MGF, con molle tradizionali al posto delle sospensioni Hydragas, e guida meglio di quanto il marchio farebbe pensare. Il motore K-series ha la guarnizione della testata come tallone d'Achille, ed è bene saperlo prima. Con MG Rover chiusa nel 2005, i ricambi si trovano soprattutto nel Regno Unito.

Mercedes SLK (R170 e R171)

Mercedes SLK prima serie (R170) verde scuro, vista di tre quarti anterioreMercedes SLK seconda serie (R171) argento, vista di tre quarti anteriore
R170: foto Ethan Llamas, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. R171: foto MercurySable99, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Cerca R170 200 Kompressor 163 CV / 230K 197 CV / 320 V6 218 CV · R171 200K 163-184 CV

È quella che nel 1996 ha portato il tetto rigido ripiegabile a tutti. È più una spider da lungomare che da passo, ma è fatta bene e la trazione è posteriore. La R171, il cosiddetto "muso da F1", è più moderna e più veloce, ma sotto la soglia c'è solo il 200K. La 280 e la 350 vanno cercate con pazienza. Il tetto va provato almeno tre volte, idraulica compresa. La R171 piace al mercato: secondo me, nella motorizzazione e nel colore giusti, potrebbe rivalutarsi.

Smart Roadster Brabus

Smart Roadster Coupé blu, vista di tre quarti anteriore
Foto: D4m1en, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Cerca 0.7 turbo tre cilindri 101 CV

Questa ho una voglia matta di provarla. È la più strana della lista: motore posteriore, trazione posteriore, peso intorno agli 800 kg. Se va bene ha 101 CV e sul dritto non fa paura a nessuno, ma il divertimento è tutto nelle curve: un go-kart con la targa. Esiste anche la Roadster Coupé, con il lunotto a cupola. Il cambio robotizzato è lento e va accettato per quello che è. Occhio alle infiltrazioni dal tetto.

Alfa Romeo GT

Alfa Romeo GT bianca, vista di tre quarti anteriore
Foto: M 93, Wikimedia Commons, Attribution

Cerca 2.0 JTS 165 CV (anche 1.8 TS 140 CV)

Bertone, e sta invecchiando bene. Senza diesel il mercato si restringe molto e col budget stiamo strettini, perché la maggior parte delle GT vendute erano JTDm: per questo le benzina sono poche. Sotto c'è la 156/147, con avantreno a quadrilatero e uno sterzo diretto: lo schema è nobile, i motori meno. Sul JTS vanno controllati il variatore di fase e il consumo d'olio. Il Busso è per un'altra guida.

Alfa Romeo GTV (916)

Alfa Romeo GTV blu davanti a un muro arrugginito
Foto: Matthias v.d. Elbe, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 2.0 TS 150 CV (fino al 2003) o 2.0 JTS 165 CV (2003-2005)

Firmata Pininfarina, con quel cuneo e quei fari incassati che sembrano ancora un concept. Il V6 è ormai fuori budget, ma la 2.0 ha il pregio di essere più leggera sull'avantreno e più agile. Posteriore multilink, sterzo rapidissimo. Costa meno della GT perché è più vecchia, ma tra qualche anno? Riparliamone. Esiste anche la Spider.

Alfa Romeo Brera

Alfa Romeo Brera grigia su un prato, a un raduno
Foto: Calreyn88, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 2.2 JTS 185 CV

È bellissima: il disegno Giugiaro è rimasto quasi identico al concept. Però va detta la verità, e cioè che pesa tanto e il 2.2 JTS non è all'altezza della linea. È una GT da guardare e da guidare rilassati, non un'arma. Sul 2.2 la catena della distribuzione tende ad allungarsi: va ascoltata a freddo. Esiste anche la Spider.

Fiat Coupé

Fiat Coupé rossa su un vialetto di ghiaia
Foto: The Car Spy, Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Cerca 2.0 20V aspirato 147/154 CV (anche 1.8 16V 131 CV)

Linea di Chris Bangle, interni e assemblaggio Pininfarina, cinque cilindri: già questo vale la citazione. La 20V Turbo è diventata un oggetto da collezione ed è fuori, ma l'aspirata a cinque cilindri ha comunque un suono che oggi non esiste più. Anche questo motore nasce a Pratola Serra, come quello della Barchetta. Siamo al limite con gli anni, perché la produzione finisce nel 2000. Ruggine e cinghia da controllare.

Peugeot 406 Coupé

Peugeot 406 Coupé nera, vista di tre quarti anteriore
Foto: Harvey Bold, Wikimedia Commons, CC BY 4.0

Cerca 3.0 V6 fino a 210 CV (anche 2.2 16V 158 CV)

Disegnata e costruita da Pininfarina, ed è la Peugeot più elegante di sempre. Non è una sportiva, è una gran turismo a trazione anteriore da autostrada e cambio lungo. Il V6 ha il carattere giusto per lei, ma trovarla non è facile. È una delle chicche della lista: in molti se la sono dimenticata.

Peugeot RCZ

Peugeot RCZ rossa con il tetto a doppia bolla, vista di tre quarti anteriore
Foto: Vauxford, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 1.6 THP 156 o 200 CV

Oh, raga, a me piace! Il tetto a doppia bolla basta da solo a giustificarla. Sotto c'è la 308, ma più bassa e più larga, e guida meglio di quanto ci si aspetti. La 200 CV è solo manuale ed è quella da cercare. Il 1.6 THP ha una catena della distribuzione delicata: va verificato se è già stata sostituita.

Mercedes CLK (C209, solo restyling)

Mercedes CLK restyling blu, vista di tre quarti anteriore
Foto: Ethan Llamas, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 200 Kompressor 163/184 CV, 280 V6 231 CV, 350 V6 272 CV

Mi spiego: sono passati vent'anni e ha il frontale della SL più figa di tutte (la R230), è una Mercedes dell'era d'oro, vedi SLR. È più una gran turismo che una sportiva: comoda, silenziosa, a trazione posteriore. Il restyling del 2005 ha sistemato molti problemi di elettronica e di qualità della prima serie, ed è per questo che conviene prendere solo quello. Il V6 è il motore giusto, se si trova.

Toyota Celica (T23)

Toyota Celica ultima serie blu, su un prato
Foto: SevenSixty2, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 1.8 VVTL-i TS 192 CV (anche 1.8 VVT-i 143 CV)

È l'ultima Celica, e la TS è una giapponese di quelle vere: testa sviluppata con Yamaha, la fasatura che cambia sopra i 6.000 giri e un motore che chiede di stare in alto. Non sottovalutatela: il cambio è telepatico, i freni quasi esagerati; meriterebbe più cavalli. Affidabilità Toyota, ma il motore va tenuto d'occhio sul consumo d'olio.

Mazda RX-8

Mazda RX-8 blu, vista di tre quarti anteriore
Foto: Vauxford, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 1.3 rotativo da 231 CV (cambio a 6 marce) o 192 CV

È la più strana e affascinante della lista: motore rotativo, porte controvento, telaio da riferimento, limitatore a 9.000 giri sulla 231. Costa poco proprio perché fa paura. Prima di comprarla serve una prova di compressione, bisogna sapere che consuma olio per progetto e che a motore caldo può ingolfarsi all'avvio. Va presa sapendo cosa si compra, ma a questi prezzi niente guida così. Onestamente non so se la prenderei.

Chrysler Crossfire

Chrysler Crossfire nera al sole, vista di tre quarti anteriore
Foto: Christopher Ziemnowicz (CZmarlin), Wikimedia Commons, CC0

Cerca 3.2 V6 218 CV

È brutta. Ma è una Mercedes in incognito: sotto c'è la SLK R170, motore V6 Mercedes compreso, assemblata da Karmann in Germania. La coda a goccia divide, ma è la chicca perfetta. Esiste anche la Roadster. La SRT-6 da 330 CV è rarissima e fuori portata.

Hyundai Genesis Coupé

Hyundai Genesis Coupé blu, vista di tre quarti anteriore
Foto: SsmIntrigue, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Cerca 3.8 V6 303 CV (anche 2.0 turbo 210 CV)

La mosca bianca: è arrivata in Europa a fine 2010 e in Italia se ne sono vendute pochissime. È una coupé a trazione posteriore con il V6 da 303 CV e il manuale a sei marce, quindi la risposta coreana alla 350Z. Se ne trovate una, è un affare. La difficoltà sarà trovarla. Forse c'è qualcosa in UE.

Volkswagen Scirocco

Volkswagen Scirocco verde, vista di tre quarti anteriore
Foto: Thomas doerfer, Wikimedia Commons, CC BY 3.0

Cerca 2.0 TSI 200-220 CV (anche 1.4 TSI 160 CV)

Bella macchina, con un disegno che a mio parere farà rivalutare un minimo le quotazioni. Ha il nome storico e una linea larga e bassa che ha retto bene. Sotto c'è una Golf, quindi niente sorprese e tanta concretezza. Il 2.0 TSI è quello giusto. Il 1.4 da 160 CV, con turbo e compressore insieme, ha una storia di catene e pistoni delicati che è bene conoscere.

Volkswagen Golf GTI Mk5 e Mk4

Volkswagen Golf GTI quinta serie blu scuro, vista di tre quarti anteriore
Foto: M 93, Wikimedia Commons, Attribution

Cerca Mk5 2.0 TFSI 200 CV (o Edition 30 230 CV) · Mk4 1.8T 150/180 CV

La Mk5 è la GTI che ha riportato il nome dove doveva stare, dopo anni di torpore. È veloce, equilibrata e ha i sedili a quadri, e il DSG dell'epoca era già notevole. La Mk4 è la GTI meno GTI di sempre, ma la linea è un'icona; con il 1.8T e soprattutto nella 25th Anniversary da 180 CV ha ancora qualcosa da dire. La 2.0 8V da 115 CV va evitata.

Ford Focus ST (Mk2)

Ford Focus ST arancione, vista di tre quarti anteriore
Foto: mattbuck, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Cerca 2.5 turbo cinque cilindri 225 CV

Il cinque cilindri di origine Volvo è il motivo per comprarla: suono, coppia, e quel brontolio che oggi nessuno fa più. È la compatta più "di carattere" della lista. Si trova quasi solo con tanti km, ma è un motore robusto se tagliandato. La Mk3 da 250 CV è al limite.

Saab 9-3 Aero

Saab 9-3 berlina nera, vista di tre quarti anteriore
Foto: Rudolf Stricker, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Cerca 2.8 V6 turbo 250/255 CV (anche 2.0T 210 CV)

È la berlina che faceva l'occhiolino a chi voleva distinguersi dalle tedesche. Il V6 turbo ha coppia da vendere, e la trazione anteriore sotto sforzo si sente. Con Saab fallita nel 2011 i ricambi sono il vero punto interrogativo, anche se si trovano ancora. Esiste anche SportCombi e Cabrio. Guidai la 9-3 normale: è telaio GM, nulla di particolare, ma ha stile e interni originali.

Jaguar X-Type V6

Jaguar X-Type verde su un vialetto di ghiaia
Foto: The Car Spy, Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Cerca 3.0 V6 231 CV (anche 2.5 V6 196 CV), trazione integrale

È l'unica berlina del terzo millennio a sei cilindri che si trova davvero sotto i 10k, e questo è il motivo per metterla. Sotto c'è la Mondeo, e va detto senza ipocrisie, ma il V6 con la trazione integrale ha un suo perché. Il punto debole noto è il ripartitore della trazione integrale.

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E quindi?

Ventidue auto, e nessuna perfetta. Ma è proprio questo il punto: con diecimila euro non si compra la sportiva ideale, si sceglie il difetto con cui si è disposti a convivere. Il peso della Brera, la guarnizione della TF, l'olio della RX-8, i ricambi della Saab, la faccia della Crossfire.

In cambio si ottiene una cosa che il nuovo, a questa cifra, non dà più: un'auto con un carattere. Un cinque cilindri, un motore centrale, un rotativo, un disegno firmato da chi ha fatto la storia. Ed è per questo che continuo a pensare che l'usato sia la scelta più sensata per chi le auto le ama.

Qualche consiglio prima di partire:

  • tenete da parte un margine per i primi lavori, perché un'auto di vent'anni ne avrà bisogno;
  • una prova su strada vale più di cento foto;
  • non aspettate troppo su MX-5, SLK e Scirocco: i prezzi si stanno già muovendo.

Ho dimenticato qualcosa? Ne avete una di queste e volete raccontarla? Scrivetemi.

Le foto vengono da Wikimedia Commons e sono pubblicate con le licenze indicate sotto ciascuna. Le ho ridimensionate e, dove si leggeva, ho sfocato la targa.

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